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24 Agosto 2009
PREMIO GIORNALISTICO LETTERARIO
PIÙ A SUD DI TUNISI

MADHAR si è aggiudicato il premio PORTOPALO, PIÙ A SUD DI TUNISI edizione 2009 nell’ambito della categoria “Frammenti Letterari”.

La premiazione si terrà a Portopalo il giorno 10 ottobre.

13 Ottobre 2009
ROCKIT

MADHAR è su ROCKIT, il portale dedicato a tutta la roba italiana.
In esclusviva per BOOKIT, la rubrica letteraria, ve ne fa leggere un estratto.


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20-21 Febbraio 2010 - ore 21.30
NICOLA ARTUSO E MAD PINK FLOYD EXPERIENCE

Concerto dei Mad Pink Floyd Experience con interventi di Nicola Artuso tratti dal suo romanzo Madhar (ed. Il prato) nel corso della rassegna "Irreparabili" organizzata dal Teatro Continuo.

Chiesa Ex S.Clemente - Via Messico, Granze di Camin (PD)

01 Aprile 2010 - ore 21.30
ROBE DA... MATTI

Tratto dal romanzo Madhar, monologo di Nicola Artuso nel corso della rassegna “ROBE DA... MATTI”, dedicata al 30° anniversario della morte di Franco Basaglia.

Reality Shock
Via Castelfidardo, N.45 Padova
www.realityshock.org

MADHAR.
La prima volta che ho saputo dell’esistenza della Grande Paura è stata a Villa Maria, vicino a Campo Marte, zona di treni alla deriva. Akasha a parte me lo ricordo bene, come se fosse ora. Ho meno di sette anni, ma in questomomento non mi è chiaro di preciso quanti perché sto migrando dalla bambagia dell’Innocente alla frustrazione dell’Orfano e mi trovo nella confusione più totale. L’unica cosa che so è che dobbiamo ancora trasferirci dal centro alla periferia. Dagli occhi della mamma vedo uscire vampate di “quella cosa” nello stesso istante in cui un medico novizio mi strappa via con forza dalle sue braccia per trasportarmi verso l’ambulatorio d’emergenza. «Viavviavvia!» urla all’infermiera che gli ostacola la corsa lungo il corridoio. Verso cascate di lacrime e sangue sulle piastrine della clinica, mentre lo spazio si riempie del suono della mia voce che piange il terrore di una separazione mai conosciuta prima. Gli occhi della mamma sono due plafoniere colme di pianto che occupano lo sfondo del quadro. Mi sporgo con le braccia oltre le spalle del dottore urlandole di non abbandonarmi a quel destino di paura. Poi però la distanza si fa così ampia da non distinguere i profili dellesagome. Porte che sbattono, voci di infermiere che gridano di fare presto, fare presto, fare presto. Una voce dentro la testa mi dice che non c’è niente di vero in tutto questo. «Èsolo un brutto sogno che adesso sta finendo, che sta finendo, che sta finendo...» Vedo un catino di acciaio luccicante che si riempie del mio sangue e un’astina di metallo che si avvicina per entrarmi in gola. Dal naso traboccano caraffe di liquido rosso con dentro pezzetti di roba più scura. Vedo la parola “emorragia” uscire dalle labbra del medico per entrare nell’orecchio dell’infermiera. Ètutto troppo tanto. Il gusto di ferro del sangue mi nausea e il panico mi accelera la vita. Un disagio dentro che non sapevo di meritare.

© 2009 / Nicola Artuso / Edizioni il Prato / Collana Altri Approdi / Credits Spazio16